lunedì 29 settembre 2014

Enio Drovandi/ Festival del cinema di Venezia 2014


Enio Drovandi, classe 54: "il più grande caratterista toscano con cui abbia mai lavorato". Parola di Mario Monicelli. Questo il biglietto da visita con cui il mago della commedia all'italiana, presenta il nostro Enio. Amatissimo dal pubblico, ha attraversato la Commedia in tutte le sue sfumature: dal sublime "Amici miei atto secondo"- ve lo ricordate il vigile- allo stracultone trash-com "W la foca" di Nando Cicero. In mezzo un'infinità di apparizioni in compagnia di Abatantuomo, Laura Antonelli, Lino Banfi, diretto da gente del calibro di Steno, Sergio Martino, Corbucci, Vanzina, Sergio Citti. Questo straordinario e unico attraversatore di palcoscenici e di set, è un pezzo di storia d'Italia.
Origini umili, di cui va pienamente fiero come mi ribadisce davanti alla mdp:
"Il mio Maestro è stata la vita, è stato il non avere niente, è stata la miseria che è la cosa più bella che mi hanno insegnato i miei genitori". 
Alla domanda che gli pongo sul senso di fare Arte, Enio mi risponde con la sua consueta naturalezza: "Fare Arte vuol dire scrivere con il cuore".
Chapeau

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