giovedì 30 agosto 2012

E fu la volta di Todd Solondz!!!




Autore scomodo e mal distribuito nel nostro paese, l'americano Todd Solondz si distingue per il suo sguardo cinico e spietato sulle contraddizioni ed il bigottismo della piccola borghesia americana fin dalla sua opera prima, Fuga dalla scuola media, premiata al Sundance Film Festival nel 1996. Dopo questa "tragicommedia" dai toni angoscianti sulla triste quotidianità di un'undicenne emarginata e derisa dai compagni di scuola, nel 1998 Solondz apre la strada al filone di "smascheramento del sogno americano" (che in American Beauty troverà la sua versione politicamente corretta) con le storie di vita di Happiness, ambientato nel New Jersey, "Garden State" fatto di prati verdi e iperrealistiche villette a schiera in cui si nascondono vicende di pedofilia, abusi sessuali e frustrazione.
Questi stessi temi vengono portati avanti nel meno riuscito Storytelling (2001), diviso in due episodi poco organici ambientati in un mondo di adolescenti sfruttati sessualmente ed eticamente. Nel film Palindromes (2004), Solondz narra il desiderio di rimanere incinta di una dodicenne dal nome palindromo (Aviva), interpretata (come in Quell'oscuro oggetto del desiderio di Buñuel) da attori fisicamente diversissimi tra loro: quattro ragazzine, un ragazzo dodicenne, una bambina di sei anni e due donne adulte, come a voler ritrarre tutti i volti di un'America grottesca in decomposizione.
Torna al cinema con Perdona e dimentica nel 2009, esattamente dieci anni dopoHappinessper aggiornarci sullo stato di salute della famiglia Jordan, più che mai a pezzi.
Alla 68. Mostra del Cinema di Venezia (2011) presenta invece Dark Horse, storia di un atipico innamoramento tra due giovani con la sindrome di Peter Pan (lui colleziona giocattoli, lei è considerata la pecora nera della famiglia), in difficoltà nella fasi di superamento dell'adolescenza.

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